L’antichissima tradizione della Fiera dei Santi

Nel pomeriggio di ieri è giunta la notizia dell’annullamento della Fiera dei Santi. In un anno già funestato, la cancellazione di quello che è probabilmente l’evento più sentito dagli arzignanesi non può che risultare come un ulteriore smacco.

La Fiera dei Santi è uno degli eventi più antichi del Veneto, ricordata nello statuto vicentino del 1264, disciplinata dagli Scaligeri nel 1339, confermata dalla Repubblica Veneta nel 1404, anche se ufficialmente istituita nel 1670.

Le cronache del passato raccontano di centinaia di persone che dalla Lessinia e dai paesi del vicentino, confluivano ad Arzignano per l’appuntamento, che inizialmente si svolgeva dentro le mura del Castello, per molti visto come l’unica occasione di baratto di prodotti agricoli con tele, panni, cuoio e derrate alimentari.

In un manifesto di Achille Beltrame, datato 1901, si reclamizzava la 487^ edizione: “Rinomata per il commercio degli animali con l’esenzione della tassa di posteggio. Grandioso mercato delle uve e della frutta. Facilitazioni sulle ferrovie e sui tramwai con tutti i treni in coincidenza alla stazione di Tavernelle. Servizio Speciale di pubblica sicurezza”.

Fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale la fiera godeva di grande fama data l’affluenza di puledri e muli dai sei a dodici mesi, e si racconta che gli acquirenti arrivassero persino dal napoletano.

Da anni la fiera non gode più della stessa importanza commerciale, ma è egualmente sentita dalla popolazione, con le piazze cittadine che si riempiono di musica, bancarelle ed attrazioni.

Alla popolazione ora non resta che sperare nell’anno prossimo, affinché questa secolare tradizione possa andare avanti.

 

Redazione web
15/10/2020

Invia la risposta

Lascia il tuo commento
Scrivi il tuo nome qui