L’appello di Don Vittorio: «vaccinarsi è un atto di responsabilità»

Un gesto per sé stessi e per gli altri. Con queste parole Don Vittorio Montagna, parroco dell’Unità Pastorale Chiampo-Nogarole-Alvese, ha voluto esortare i fedeli a sottoporsi, una volta chiamati dall’autorità sanitaria, alla vaccinazione contro il Covid-19.

 

LA PRESA DI POSIZIONE DI DON VITTORIO. Recentemente, il parroco di Chiampo e Nogarole ha voluto dare il suo contributo, anche in merito alle perplessità dei fedeli, riguardo la campagna di vaccinazione in corso. «Nel foglietto parrocchiale di Pasqua – spiega Don Vittorio Montagna – ho dato alcune indicazioni sui vaccini, come le classi di età interessate o come prenotarsi, oltre a indicare l’Associazione Auser, disponibile a dare una mano a chi non avesse dimestichezza con il computer e ad accompagnare in auto le persone che ne avessero necessità. Ho poi aggiunto che dobbiamo ricordarci che vaccinarsi è un atto di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri. Chi, in assenza di serie controindicazioni, non si vaccina è responsabile davanti a Dio delle conseguenze di tale scelta, potendo diventare fattore di grave rischio per la comunità. Se è una persona responsabile, deve avere almeno il coraggio di vivere in isolamento fino al termine della pandemia».

 

UNA RISPOSTA ALLE FAKE NEWS. Ma perché questo intervento? Da dove nascono queste parole? «Non era e non è mio compito entrare nel merito di questioni medico-scientifiche – spiega Don Vittorio -. Ho voluto in qualche modo rispondere a tutte quelle persone che vengono turbate da alcuni video che girano e che talvolta qualcuno inoltra anche a me, dove un prete o un “veggente” parla di vaccini costruiti con gli aborti, per cui vaccinarsi diventerebbe una grave collaborazione al male. Come stanno le cose? Alcuni vaccini – AstraZeneca, Johnson&Johnson – sono stati sviluppati facendo ricorso alle linee cellulari di due aborti avvenuti negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso. La Congregazione per la Dottrina della fede in una nota del 21-12-2020 afferma che è moralmente lecito utilizzare tali vaccini, essendo la cooperazione al male remota, e direi estremamente remota, mentre, aggiungo io, il non farsi vaccinare comporta una cooperazione prossima al male per sé e per gli altri. Io sono stato vaccinato con AstraZeneca. Se avessi potuto scegliere l’avrei fatto con un altro vaccino, ma non è stato possibile. In ogni caso un cattolico deve prestare fiducia alla Chiesa e ai suoi pastori e non a Tizio o Caio che si sentono investiti di inesistenti missioni divine. Sono arrivate poche reazioni al mio intervento: due-tre di approvazione e un paio di “fastidio”. Io ho fatto quello che la coscienza mi dettava».

 

Redazione web
16/04/2021

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