L’odissea dell’arzignanese Gianluca Molon ad un anno dal ricovero

«Mio marito è senza voce oggi, quindi ti racconto io l’odissea che stiamo vivendo da un anno»

Gianluca Molon, 55enne di Arzignano, è stato dimesso lo scorso 12 giugno dall’ospedale, dopo 86 giorni di ricovero. La moglie Loretta Cracco ha raccontato al Corriere Vicentino, a un anno dall’inizio dell’incubo, la terribile vicenda che ha vissuto Gianluca e che, purtroppo, non l’ha ancora abbandonato.

UNA FEBBRE CHE NON PASSA. «Era dal 12 marzo che Luca era a casa con la febbre – racconta Loretta -. All’inizio pensavamo fosse una semplice influenza, ma la temperatura non accennava a diminuire. Il 18 ho chiamato il pronto soccorso, ma nessuno aveva pensato che potesse trattarsi di Covid, in quanto non aveva ancora problemi respiratori. Mi hanno detto di stare tranquilla, che era una cosa normale per certe influenze e che avrei dovuto aspettare che facesse effetto l’antibiotico. Vedendo però come stava Luca, non ci ho pensato due volte: l’ho caricato in macchina e l’ho portato al pronto soccorso. Se avessi dato retta al 118, probabilmente avrebbe avuto la crisi respiratoria sul divano di casa: il 20 marzo 2020, alle 3 e mezza di pomeriggio, è stato intubato».

I GIORNI PIÙ DURI. Quelle settimane tra marzo e aprile sono stati sicuramente le più difficili, sia per Gianluca in prima linea che per la famiglia a casa: «È rimasto intubato fino al 27 – prosegue Loretta -. Poi, siccome sembrava migliorare, è stato estubato e gli è stato messo il casco. Il 28 mattina ha avuto una crisi respiratoria ed è stato nuovamente intubato fino al 9 aprile, quando gli hanno fatto la tracheostomia. Giorni d’inferno, anche perché non avevo la possibilità di vederlo. Io l’ho accompagnato al pronto soccorso di Arzignano, da dove è stato immediatamente portato a Vicenza una volta che è uscito l’esito del tampone e l’ho rivisto, in videochiamata, quando gli hanno effettuato la tracheostomia. È stato un momento terribile, perché non respirava più, ma per fortuna da lì in poi il percorso è stato in discesa».

IL RITORNO A CASA E I POSTUMI. Ancora ospedale, poi la riabilitazione a Lonigo per recuperare la muscolatura e infine, il 12 giugno, la grande festa per il ritorno a casa. Tuttavia, i problemi non sono scomparsi di colpo, anzi: «Quando è tornato – spiega Loretta – aveva perso 20 chili e faceva fatica a respirare. Nonostante il tempo passasse, certi problemi persistevano, e persistono tuttora: a livello neurologico è colpito tremori continui e ha difficoltà a muovere il piede destro; per quanto riguarda i polmoni, ha recuperato un po’ di capacità, ma considerato che erano completamente bianchi ce ne vorrà di tempo per rimettersi in sesto; a settembre, inoltre, gli è venuto il fuoco di Sant’Antonio, e ce l’ha tutt’ora. Non è una situazione facile, tra medicine e visite continue.

LA LOTTA PER IL RICONOSCIMENTO. Loretta e Gianluca si stanno impegnando affinché il problema venga compreso e ci possa essere una legislazione in merito, a tutela dei cittadini colpiti dal virus che presentano ancora strascichi: «Il problema più grosso è che lo stato non riconosce i postumi della malattia – spiega Loretta -, e Luca in un anno non ha avuto nessun tipo di esenzione. Lui è in mutua, e ha la reperibilità, per cui continua quello stato di «reclusione», quando avrebbe bisogno di uscire. Oltretutto, sto incontrando medici che sottovalutano il Covid: abbiamo fatto richiesta per il prepensionamento, ce l’hanno respinta due volte e la seconda, durante la visita, il pneumologo ci ha detto che secondo lui i polmoni dovevano essere danneggiati già da prima del Covid. Ho scritto persino al ministro Speranza e alle Iene, finché su facebook mi ha contattato Morena Colombi, fondatrice del gruppo Noi che abbiamo sconfitto il Covid, composto da 7000 persone. Ora, assieme a loro ci stiamo impegnando per far conoscere la nostra situazione, affinché si arrivi ad un aiuto concreto per le persone che ancora soffrono dei postumi da Covid-19, anche perché la situazione è diversa da regione a regione: in Lombardia e Piemonte i cittadini colpiti da Covid hanno l’esenzione dalle spese mediche, in Veneto no. Spero che attraverso la sensibilizzazione questa situazione possa cambiare».


Redazione web
19/03/2021

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