Marco Pandolfi: «Brivido tornare sul palco, è ora di sperimentare oltre il blues»

Dalla pagina facebook di Marco Pandolfi

Arriva il grande blues. È finita sold out la data arzignanese di Marco Pandolfi, che questa sera alle 21 si esibirà all’Enoteca Palladio. Classe ’66, Pandolfi è da decenni un artista indiscusso della scena blues internazionale, arrivando a partecipare due volte, nel 2006 e 2011, all’International Blues Challenge di Memphis in Tennessee. Inoltre, può vantare la collaborazione con i migliori bluesman a livello mondiale, tra i quali Richard Ray Farrell, Paul Oscher, Bob Margolin, Harvey Brooks, Preston Hubbard, Bob Corritore, Willie King.

 

SI RIPARTE. Dopo un periodo duro, specialmente per gli artisti, si torna a esibirsi, anche al chiuso. «Adesso c’è anche il brivido di ritornare sul palco – le parole di Pandolfi -. Io avevo ricominciato l’estate scorsa a fare qualcosa ma si sa, all’aperto è tutto più facile, l’incognita era l’autunno. Ora sembra che le cose stiano andando bene, i teatri sono aperti al centro percento, incrociamo le dita». L’emergenza pandemica ha sicuramente impattato di più per un artista abituato a girare il mondo. «Le ultime cose io le avevo fatto all’estero prima del lockdown – prosegue – poi ho tenuto un contatto con i paesi di Europa, ed era tutto bloccato. A inizio dicembre sarò in Francia a suonare, in una data fissata da tempo: loro hanno continuato a essere più ottimisti, mentre da noi la programmazione si sta facendo soltanto adesso».

IL NUOVO DISCO. Quella di questa sera è anche l’occasione per conoscere l’ultimo album di Pandolfi, No expectation. «Il disco è nato in questo periodo – prosegue -, tra un lockdown e l’altro nel quale non si poteva suonare in giro, e la maggior parte dei testi è fatta da me, da solo, con chitarra, voce armonica e pianoforte, con alcuni pezzi con qualche ospite, al mandolino, alla chitarra e al sax. Non è un disco tipicamente blues, è a cavallo con le ballad. Si tratta di un percorso che era già iniziato nei dischi precedenti, il blues c’è sempre negli ingredienti, ma ora ci sono più aperture, anche se forse solo per chi ascolta. Facendo parte del circuito blues, da me la gente si aspetta sempre determinate cose, no expectation può essere legato a questo discorso: credo sia giusto fare nuove esperienze, per la propria carriera».

ITALIANI NEL MONDO. Il panorama blues italiano, negli ultimi tempi, sta dando parecchie soddisfazioni. «Ci sono tantissimi musicisti blues italiani conosciuti e riconosciuti all’estero. A differenza di venti e trent’anni fa, che era una cosa un po’ più rara, ora si trovano ragazzi che collaborano anche con bluesman americani. Non è una cosa che dico solo io, è un riconoscimento che viene dato anche dagli americani, e il fatto che artisti scelgano di suonare con musicisti italiani è un segnale che la cosa viene riconosciuta».

 

 

Redazione web
26/10/2021

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