Mario Biondi al Geox

mario biondi

Passati 3 minuti dall’inizio del concerto il commento all’unisono è stato: miiiichia, ma che voce ha questo?

Non è che Mario Biondi lo si scopre oggi, certo: la prima volta che è passato per radio (almeno una dozzina di anni fa) si è rimasti ammutoliti. Quando ci hanno detto che non è nato in Missisipi ma a Catania, si è dubitato, giustamente. Quando si è realizzato che non ha la pelle nera si è risposto see vabbeh. Insomma non ci si crede, perché quella voce è troppo potente, troppo profonda, troppo esagerata per poter essere vera. Così quando te lo trovi sul palco con giacchettina da club newyorkese e testa luccicante sei solo predisposto a goderti al massimo il suo concerto.

Biondi parte subito forte, e sul pubblico arriva una folata di voce calda come quando in un’estate torrida esci dalla macchina con aria condizionata a palla e rimani travolto. Stesso effetto.
Lo guardi e inizi a fissarlo, e ti accorgi che mentre canta fa una serie di mossettine abbastanza impacciate….e lì è chiaro che è bianco vero, non dipinto. E poi la bocca: gli si dovrebbe sformare la mandibola per il suono che emette, invece tiene le labbra socchiuse che viene da pensare d’essere al Festivalbar – in playback.

Il punto è che sembra venire da un altro pianeta – molto lontano – luogo dove è probabilmente nato anche il fratello meno famoso, che a metà concerto fa una carrambata per un duetto niente male.

Il concerto è lungo e Mario Biondi trova il tempo di fare il chiacchierone: introduce le sue canzoni, racconta aneddoti, dialoga col pubblico. Magari non tiene il palco come Vasco ma la sua voce ti entra dentro con effetto sottocutaneo, e avresti voglia di presentargli l’elenco delle tue canzoni preferite per fargliele incidere tutte e riascoltarle la sera prima di andare a dormire. Sarebbe un effetto coccola senza eguali, sussurrano alcune giovani donne.

 

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