Muore senza lasciare testamento: 20 milioni allo Stato

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Succede a Belluno: anziano muore e lascia 20 milioni di euro allo Stato. Non una scelta deliberata la sua, ma l’unica destinazione possibile per il «tesoro» in assenza di eredi e di un testamento.

E attorno al maxi lascito c’è perfino un’inchiesta della procura, che ha indagato per circonvenzione d’incapace un medico cinquantenne bellunese, Maurizio Guglielmo.

Quest’ultimo aveva assistito l’anziano nei suoi ultimi anni e aveva elaborato un vero e proprio piano per impossessarsi del «tesoro», facendosi firmare anche una procura generale.

L’anziano, 76 anni, è morto in una struttura che ospita malati terminali situata a fianco dell’ospedale San Martino di Belluno, stroncato appunto da un male incurabile.

Il decesso riapre la questione dell’eredità. In ballo ci sono 20 milioni di euro: depositi di contanti per circa quattro milioni di euro e beni immobili tra Belluno e Venezia – a cui si aggiunge una proprietà ereditata dal fratello defunto dal 2009, in Messico – del valore di circa dieci milioni di euro.

Denaro che il medico indagato continuerà a reclamare ma la sua fortuna dipende inevitabilmente dall’esito del processo penale. Così, senza eredi legittimi e in assenza di espresse volontà testamentarie, resta un’unica possibilità.

Secondo l’ordinamento italiano, tutto spetta allo Stato e quindi si apre l’interrogativo se parte del patrimonio potrebbe essere ripartito con gli enti locali e venire assegnato, ad esempio, anche alla Provincia di Belluno (magari risolvendo i problemi economici di Palazzo Piloni, sede della Provincia commissariata da oltre un paio di anni).

Assenza di eredi e testamento di cui il medico cacciatore d’eredità era evidentemente a conoscenza. Secondo il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, Roberta Gallego, Guglielmo aveva infatti preparato un piano per incassare il tesoro.

Il medico, che aveva già cercato di ereditare il patrimonio della contessa bellunese Francesca Romana Zuppani una decina di anni fa, per andare a segno aveva ideato «Le plan bleu».

Un documento sequestrato nel gennaio 2012 con alcune copie di testamenti olografi firmati dall’anziano e un foglio sul quale Guglielmo provava a riprodurre le firme dello stesso. L’uomo s’era fatto sottoscrivere dall’anziano anche una procura generale, con una clausola specifica che gli avrebbe permesso di incassare il cospicuo patrimonio della vittima senza problemi. A quel punto però, grazie alla segnalazione di un istituto bancario, erano intervenuti i carabinieri che, coordinati dalla Procura, avevano arrestato il medico.

Per raggiungere il suo obiettivo, e quindi approfittare dell’anziano facile a farsi condizionare, si era preparato una sorta di vademecum delle cose da fare. Nel documento si leggevano i vari punti: «Per procedere bisogna agire con empatia e seguendo i suoi schemi mentali al fine di giungere a un suo libero convincimento». C’è perfino il paragrafo intitolato «Tattiche ». Lo psicoterapeuta riportava: «1. Visione di articoli di giornale sulle truffe agli anziani. 2. Uso di concetti semplici (legge solo i titoli, si deve fidare e avrà tutto senza fastidi)».

 

 

 

 

 

 

Corriere della Sera.it

Redazione web 12-09-2013

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