Nel mondo fiabesco di Melanie Martinez

Entrare nel mondo fiabesco di Melanie Martinez è sorprendente. La giovane portoricana seduce gli adolescenti e scatena un delirio di colori pop con una presenza scenica stile Madonna.

È rock e romantica. È sfrontata, gioiosa, provocante; è spiritosa, ironica, irriverente e la sua voce pulita scandisce parole che quando arrivano al petto lo trafiggono.

C’è una voce fuoricampo che introduce le canzoni da un grande schermo, come fossimo a scuola: lesson number one, number two. Poi arriva lei che salta in abiti di plastica, sculaccia ballerini e ballerine; sempre lei che sale in cielo sorretta dalla gonna più grande del mondo, entra in una gabbia e ne esce come la padrona del mondo. Palloncini colorati e coriandoli per una super queen, fucking the life.

Lei è una che ha sofferto parecchio, che parla di cose vere, che succedono anche a noi raccontano alcune ragazze all’uscita. E poi: ha una storia incasinata, la madre alcolizzata, lei era molto emotiva e a scuola la chiamavano piagnona. Melanie parla di cose che le riguardano e profuma di vero, semplice.

I media vociferano che abbia montato un personaggio ad arte per la sua carriera di attrice/modella/cantante; un’amica l’ha perfino accusata di moleste sessuali.  Melanie ne ha fatto una canzone su un’amica bugiarda distribuita gratuitamente. Ha uno sguardo deciso, e sorride alla vita. Per il resto fuck the life.

Paolo Tedeschi

31/01/2020

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