Ovest vicentino, viabilità a rischio tracollo nel 2022

Ovest vicentino

«Non c’è tempo da perdere, bisogna agire subito con una programmazione intelligente che tenga conto delle tempistiche di apertura delle nuove infrastrutture, Pedemontana, nuovo casello A4 e Tav: in caso contrario già dall’inizio del 2022 la viabilità subirà un inevitabile collasso».

È l’appello dei sindaci dei Comuni di Montecchio Maggiore, Montebello, Altavilla, Brendola e Lonigo, usciti a bocca asciutta dall’incontro di venerdì scorso con l’assessore Elisa De Berti nella sede di Veneto Strade rispetto alla richiesta di realizzare opere alternative per dar sfogo alla viabilità in vista dell’apertura dei cantieri della Tav.

«La situazione viabilistica già critica nella rotatoria in uscita dell’attuale casello della A4 a Montecchio Maggiore sarà inoltre ulteriormente aggravata con i lavori della Tav che prevedono la demolizione e la ricostruzione del cavalcaferrovia di via Battaglia, una delle principali vie di collegamento fra Nord e Sud dell’Ovest vicentino, attraversata nelle ore di punta da oltre 1100 veicoli all’ora. – spiega infatti il sindaco di Montecchio Maggiore, Gianfranco Trapula – I cantieri dovrebbero iniziare già in gennaio, ma non abbiamo ancora ricevuto né le tempistiche, né gli studi sui flussi di traffico che tengano conto di tutti i cantieri che nei prossimi due anni si accavalleranno sul nostro territorio, influenzando pesantemente la circolazione su tutta la viabilità da Montebello a Vicenza. Abbiamo più volte espresso la necessità di realizzare dei percorsi alternativi, come Comune siamo pronti a fare la nostra parte per poter avviare subito il cantiere per il nuovo cavalcaferrovia sul Melaro, che collega la SR 11, soluzione che consentirebbe almeno in parte di scongiurare una vera e propria paralisi viaria. Nello stesso tempo condanniamo il blitz di ieri dei no Tav entrati in azione lungo la strada del Melaro, non è in questo modo che si risolvono i problemi».

In prima linea insieme a Gianfranco Trapula i sindaci degli altri Comuni che hanno partecipato all’ultima riunione con l’assessore regionale De Berti: Brendola, Montebello, Altavilla e Lonigo.

Il sindaco di Brendola, Bruno Beltrame, esorta: «Serve costruire subito l’alternativa al cavalcaferrovia di via Battaglia, che soltanto dopo va demolito. Come la Pedemontana che deve essere aperta soltanto a casello dell’autostrada completato. Alternative non ce ne sono, la conseguenza di tutto questo sarà la paralisi delle viabilità secondarie di Brendola, Montecchio, Montebello ed Altavilla, con un danno economico ingente per le imprese e pesanti rallentamenti dei trasporti. I cittadini resteranno ore incolonnati per recarsi al lavoro, per non parlare del trasporto pubblico per gli studenti che inevitabilmente non raggiungeranno le scuole nei tempi giusti. La Regione ci deve ascoltare».

«La nostra preoccupazione è che, nell’eventualità che si interrompa la viabilità nord-sud a Montecchio Maggiore, tutto il traffico si riversi sulla nostra via Contrada Ronchi, una stretta strada vicinale di campagna che sfocia con un incrocio a raso sulla Regionale 11. – aggiunge invece il primo cittadino di Montebello, Dino Magnabosco – È la stessa strada che sarà interessata dal campo base della Tav e che quindi dovrà già sopportare un volume di traffico pesante. E prima che il campo base venga installato abbiamo chiesto e ottenuto come compensazione la realizzazione di una rotatoria al suddetto incrocio, ma è impensabile che quella strada diventi la valvola di sfogo dell’intera viabilità nord-sud dell’Ovest Vicentino».

Redazione web
15/11/2021

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