Perfluoroalchili nei pozzi privati, vertice a Brendola. Casi anche a Montecchio, Gambellara e Montebello (video)

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Questa mattina vertice in municipio sul tema delle sostanze perfluoroalchiliche nei pozzi privati: entro il 2015 previsto l’80% degli allacci all’acquedotto, e via al piano di monitoraggio a lungo termine

A Brendola procede la fase delle analisi sui campioni d’acqua da pozzi privati presentati dai cittadini, avviata per individuare eventuali situazioni al di sopra dei limiti di sicurezza sulla presenza di sostanze perfluoroalchiliche. Il risultato fin qui raccolto ha confermato le confortanti prime impressioni, con solo 17 casi al di sopra dei parametri fissati dal Ministero della Sanità – e quindi con acqua non utilizzabile a scopo idropotabile -, su 83 campioni inviati ai laboratori di Acque del Chiampo. L’Amministrazione Comunale si è già quindi attivata per informare i cittadini interessati, e valutare come affrontare situazione per situazione. In 10 casi i cittadini disponevano già di contestuale allacciamento all’acquedotto; negli altri il Comune con il supporto dei tecnici di Acque del Chiampo sta studiando se vi sono le possibilità per procedere con un allacciamento urgente, o se si rende necessaria la scelta di soluzioni alternative. Al momento attuale nel territorio brendolano solo 4 dei17 sono casi che, per l’eccessiva distanza dal punto adatto all’allaccio, richiederanno l’installazione di una colonnina per l’erogazione di acqua dell’acquedotto (costo totale dell’operazione circa 15mila euro a carico di Acque del Chiampo), o altrimenti l’applicazione di specifici sistemi di filtraggio da applicare direttamente alle utenze domestiche; rimane comunque la possibilità di appoggiarsi alle due case dell’acqua presenti nel territorio brendolano.

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È in corso in queste stesse ore poi il controllo incrociato tra i dati di Ufficio Tecnico, Ufficio Ecologia e Ufficio Anagrafe del Comune per verificare il corretto recepimento e il rispetto dell’ordinanza di denuncia del pozzo da parte dei cittadini: sono 175 le denunce pervenute in municipio (tra cui quelle degli 83 cittadini che hanno provveduto a richiedere le analisi), ma si stima che potrebbero essere ancora circa 200 i casi non ancora segnalati. Il Comune ricorda che in questa fase è di fondamentale importanza che il cittadino faccia la sua parte, denunciando il pozzo e provvedendo a richiedere l’analisi di un campione ad opera dei labooratori di Acque del Chiampo. L’obbiettivo dell’Amministrazione è quello di arrivare entro l’autunno del 2015 all’allacciamento all’acquedotto di almeno l’80% dei casi critici, impostando il percorso in modo tale che a stretto giro dalla scadenza l’operazione venga conclusa al 100%.

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“Ad allungare i tempi – spiega il sindaco Renato Ceron – è solo la componente economica. Si stima che per risolvere la questione su tutti i pozzi censiti tra Brendola e Lonigo sia necessaria una spesa di oltre 1,2 milioni di euro, di cui 130mila solo per il nostro Comune: è chiaro che con un piano finanziario 2013-2015 già stabilito, non possiamo dirottare sui pozzi contributi destinati ad altri interventi ma servono nuove risorse. È vero che il problema lo conosciamo dal 2013, ma il monitoraggio passo passo che stiamo conducendo con Ulss 5 e Acque del Chiampo ha dimostrato che è una situazione in costante aggiornamento”.

Oltre a Brendola, Alonte, Sarego e Lonigo infatti la Ulss 5 si sta muovendo anche a Montecchio Maggiore, Montebello e Gambellara, con gli ultimi dati che confermano come da parte delle Amministrazioni sia necessario procedere così come si sono già mossi i primi quattro comuni.

“Un aspetto che evidenzia ancora di più – aggiunge Ceron – come noi Amministratori dobbiamo muoverci non pensando ciascuno al proprio orticello, ma ragionando nell’ottica dell’intero territorio. Di questo sono molto contento per la sinergia che è venuta a crearsi con Ulss 5 e Acque del Chiampo, e posso davvero dare garanzia di massima tranquillità e trasparenza ai cittadini”.

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In questa direzione, impostata la fase dell’intervento-tampone, ora l’intenzione è di dare al territorio una risposta istituzionale a fronte compatto, che possa chiarire una volta per tutte preoccupazioni e perplessità da parte della popolazione che risiede nell’area interessata dalla contaminazione. Nell’ambito delle diverse azioni messe in atto per la gestione della problematica, la Regione ha quindi affidato all’Istituto Superiore della Sanità una complessa operazione di biomonitoraggio, da costruire attraverso il confronto di campioni di sangue prelevati da soggetti residenti nell’area contaminata, con altri di altri soggetti non residenti, in modo da valutare quanto abbia eventualmente inciso sugli indici fisiologici dell’organismo una potenziale esposizione continuativa al consumo di acqua con maggiore concentrazione perfluoroalchilica. A breve la Ulss 5 attiverà un sito con gli aggiornamenti le notizie e tutti i contatti utili per cosentire al cittadino di rimanere costantemente informato.

Nel frattempo il Comune di Brendola ricorda che ad oggi i limiti imposti dal Ministero e recepiti dalla Regione Veneto, si riferiscono al solo consumo idropotabile dei pozzi privati da parte dell’uomo, senza specifiche restrizioni per l’abbeveramento degli animali o per l’irrigazione agricola: ulteriori indicazioni su tale questione, avanzata alla Ulss 5 dal Sindaco Renato Ceron, sono attese entro le prossime settimane.

 

 
brendoladialoga.it

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