Pianura Padana inquinata: Vicenza e Verona hanno già superato la soglia d’allarme

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Allarme rosso per la Pianura Padana. Uno studio condotto per 13 anni su 312.944 residenti in nove Paesi europei (Italia inclusa) e pubblicato su «The Lancet Oncology » stabilisce infatti, come scrive il Corriere della Sera, la correlazione tra inquinamento e tumore al polmone.

E indica le concentrazioni di polveri sottili: media di 13 microgrammi per metro cubo d’aria in Norvegia, 15/16 in Svezia e Inghilterra, 17 in Danimarca, 20 in Austria, 25 in Olanda e 46/48 in Val Padana.

Un pugno nello stomaco, confermato dal fatto che, nonostante il 2013 sia finora un anno piovoso e quindi meno «inquinato», nel Veneto due città abbiano già superato la soglia d’allarme di 35 giornate con 50 microgrammi di Pm10 per metro cubo d’aria: Verona è a 46, Vicenza a 43. In bilico Mestre, con 35 «sforamenti », e Rovigo, con 33.

«In effetti stiamo vedendo un aumento di casi di tumore al polmone in soggetti che non hanno mai fumato, abitudine responsabile della malattia—riflette il professor Adolfo Favaretto, dell’Istituto oncologico veneto —. Ma non siamo ancora in grado di stabilire nel singolo paziente il nesso causa-effetto e quindi di dire se l’elemento scatenante sia lo smog. E’ certo che questa neoplasia abbia una maggiore incidenza nel Nord Italia, con un indice per gli uomini di 73 casi per 100 mila abitanti contro i 65 del Sud. Tra le donne, le più colpite, si contano 22 malate su 100 mila abitanti nel Settentrione e 13 nel Meridione». La patologia citata non è però l’unica scatenata dalle polveri sottili. Diverse ricerche firmate dall’Università di Padova attestano la relazione tra smog e malattie respiratorie e cardiovascolari.

«Partecipiamo, con un focus sui territori delle Usl 12 Veneziana, 16 di Padova e 18 di Rovigo, a un protocollo italiano coordinato dal ministero della Salute che prende in esame le città sopra i 200 mila abitanti, per rilevare gli effetti a breve termine dell’esposizione all’inquinamento — spiega il professor Lorenzo Simonato, del Dipartimento di Medicina molecolare —. Le conseguenze finora accertate sono le malattie respiratorie e cardiovascolari. E cioè asma, broncopneumopatie, infarto, ictus, cardiopatie ischemiche, con un rischio di mortalità che aumenta dello 0,30% per ogni 10 microgrammi in più. Più difficile da stabilire la correlazione con il cancro, che ha un tempo di incubazione molto lungo: non si hanno dati validati sulle polveri sottili relativi a 20/30 anni fa. E quindi è arduo collegare un tumore scoperto oggi allo stato di inquinamento di allora ». Il professor Semenzato ha guidato un secondo studio, in collaborazione con l’Arpav, il Comune e l’Usl 12 di Venezia, sugli effetti della vita vicino alla tangenziale di Mestre.

Il risultato parla di un 12% in più di cardiopatie rispetto alla media, di un 13% in più di infarti, di un 8% in più di bronchiti e di un 14% in più di diabete. Le Pm10 incidono infatti anche sul metabolismo del glucosio, aumentando l’insulino-resistenza. Altre tre ricerche sono frutto del lavoro dell’équipe del professor Marcello Lotti, ordinario di Medicina del Lavoro nel Dipartimento di Scienze cardiologiche. Una dimostra che Pm10, Pm 2,5 e Pm0,25 negli ex infartuati alterano l’attività elettrica del cuore (ma ci sono farmaci che possono impedirlo); la seconda certifica l’associazione negli asmatici tra monossido di carbonio e funzionalità polmonare; la terza rileva che l’esposizione personale alle polveri sottili si associa a una peggiore percezione di salute nell’asmatico adulto.

«La Pianura Padana è una depressione circondata dalle Alpi, perciò l’aria non circola e le Pm10 si distribuiscono in modo omogeneo indipendentemente dalle fonti di produzione— spiega Lotti —. Padova è una delle città con le più alte concentrazioni e il maggior numero di sforamenti della soglia di allarme, Mestre sta meglio perchè la vicinanza al mare la rende ventilata. Ma gli indici più alti si registrano in casa, dove si fuma, si cucina, ci sono animali: l’esposizione individuale è doppia». E le istituzioni che fanno per tutelare la salute pubblica? «Abbiamo creato il tavolo delle Regioni della Pianura Padana— rivela Maurizio Conte, assessore all’Ambiente — dopo l’estate avremo dati e quadro completo per studiare azioni congiunte. Nel frattempo noi stiamo erogando incentivi per risparmiare energia sull’illuminazione pubblica, cambiare il parco autobus e passare alla geotermia».

 

 

 

 

 

 

Corriere della Sera.it

Redazione web 11-07-2013

 

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