Profondo verde: il Martina Dogana Triathlon Team traina la ripartenza dello sport giovanile vicentino

«Una passione genuina – sosteneva lo scrittore americano Christian Nestell Bovee – è come un torrente di montagna: non ammette ostacoli, non può scorrere all’indietro, deve andare avanti». Non a caso nello sport, che di passione si nutre, lo sguardo è quasi sempre proiettato avanti, al futuro.

È sicuramente il caso del triathlon, che nel Vicentino, grazie al Martina Dogana Triathlon Team, sta guidando la ripartenza dello sport giovanile: già dall’estate gare in giro per l’Italia e da settembre via alla ripresa degli allenamenti ad Arzignano e Malo. Il tutto nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19.

Dal Trevigiano al Cuneese: località che vai, entusiasmo che trovi

Sono stati mesi intensi per il Martina Dogana Triathlon Team: d’altronde, dopo lo stop forzato a causa del lockdown, era tanta la voglia di mettersi in gioco. Lo hanno fatto anche gli adulti, ma, soprattutto, i giovani, emblema di quel futuro spesso evocato in piena pandemia.

La prima gara, il Campionato italiano di Triathlon Giovani, disputatosi a Lovadina di Spresiano (TV) il 5 e 6 settembre, ha rappresentato un’occasione preziosa di ripartenza: subito un appuntamento importante, tecnicamente impegnativo e di alto livello. Al via 4 atleti più esperti delle categorie Youth A e Junior che hanno saputo tutti migliorare i risultati dell’anno scorso, raccogliendo i frutti degli allenamenti dei mesi precedenti e, soprattutto, del lavoro svolto a luglio e agosto.

Poi, il 20 settembre, il Lonaba Duathlon Cross a Roana (VI): vicino a casa, format corsa+bici+corsa, l’ideale per aprire la nuova stagione dei corsi di avviamento al triathlon del team che porta il nome della sei volte campionessa italiana di triathlon lungo e ricreare l’atmosfera di squadra. Si è tornati con tre vittorie nelle categorie Youth A femminile, Junior maschile e Junior femminile.

Infine, il 3 ottobre, il Campionato italiano di Duathlon Giovani a Cuneo, altro appuntamento top del calendario nazionale, con 3 portacolori del Martina Dogana Triathlon Team che hanno fornito ottime indicazioni sulla loro crescita personale e sportiva.

Sano, formativo, sicuro: il triathlon vince la sfida Covid-19

Sono una sessantina (20 ad Arzignano e 40 a Malo) i bambini e ragazzi, dai 6 ai 16 anni, che partecipano attualmente alle attività di avviamento al triathlon del Martina Dogana Triathlon Team, seguiti dai coach Marta Carradore, Mario Fornasa e Marco Alberto Sartori, con il coordinamento della stessa Martina Dogana. E, presto, un’analoga iniziativa potrebbe partire a Valdagno.

«Gli allenamenti – afferma Dogana – sono divisi per fasce d’età: in base alle categorie, variano i giorni, gli orari e gli esercizi proposti nelle tre discipline». Forte il legame con il territorio: «Ad Arzignano, per il nuoto, affittiamo le corsie delle piscine, mentre per il ciclismo e la corsa sfruttiamo il Parco dello Sport e le ciclabili. In caso di maltempo, siamo ospiti della palestra We Beat. A Malo, invece, ci appoggiamo alla scuola Ciscato, oltre a sfruttare anche qui le piscine locali e le strade della città. Le iscrizioni sono sempre aperte».

Non si lascia, dunque, ma si raddoppia: e, in un periodo in cui inevitabilmente da parte delle famiglie c’è ancora incertezza e preoccupazione circa la possibilità di far fare o meno ai propri figli attività fisica in questo anno carico d’incognite, il triathlon si conferma una valida opzione.
È, infatti, uno sport:

  • Sano: consigliato fin dai 5-6 anni, stimola bambini e ragazzi in ambiti differenti, invitandoli a mettere in gioco abilità e versatilità. Aiuta, inoltre, a sviluppare capacità coordinative e condizionali, base anche per altre discipline sportive.
  • Educativo: promuove uno stile di vita sano e aiuta la crescita, fisica e mentale, di chi lo pratica. Uno sport individuale, ma in cui il team è fondamentale, che insegna l’organizzazione, il rispetto delle regole e il sacrificio.
  • Sicuro. «Il triathlon è stato uno dei primi sport a ripartire in Italia – evidenzia Dogana –, a sua volta il primo Paese al mondo a ripartire con le gare, grazie ai protocolli varati dalla Federazione. In gara si parte uno alla volta nelle categorie giovanili (in gruppetti di cinque per gli adulti). La mascherina si toglie solo al momento del via. La gara si svolge senza scia, quindi ci sono un bel po’ di metri dagli altri atleti, e, durante la corsa, è consigliato non correre spalla a spalla. Ai ristori è l’atleta a dover prendere la bottiglietta d’acqua sigillata, che viene poi gettata in appositi contenitori. A fine gara ci si sanifica con il gel e s’indossa nuovamente la mascherina». Sicurezza massima anche in allenamento: «Gli ingressi in piscina sono contingentati, misuriamo la temperatura e in corsia si sta al massimo in sette».

«Ci auguriamo di non dover affrontare un nuovo lockdown – conclude Dogana –: in primavera siamo riusciti comunque ad allenarci, sfruttando le piattaforme virtuali, ma non è la stessa cosa; soprattutto per i ragazzi, che hanno bisogno del contatto sociale». Proprio dai più giovani arriva un insegnamento prezioso, per tutti: «L’entusiasmo che leggi negli occhi di bambini e ragazzi è qualcosa d’indescrivibile: non che io l’abbia perso, anzi, ma i giovani atleti hanno quella voglia di fare caratteristica di chi ha il mondo davanti. Ed è qualcosa che m’insegnano quotidianamente».

Redazione web
09/10/2020

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