Quinto giorno di presidio a Montecchio Maggiore. Domani il sit-in per le vittime della crisi

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I manifestanti photo CIMG0876_zpsb86ab9fb.jpg

Al quinto giorno di presidio sono arrivati anche gli studenti. Carabinieri e Polizia monitorano la situazione, e la protesta continua.
A Montecchio Maggiore c’è nebbia e fa freddo. La polizia devia il traffico alla rotatoria del cavallo. Chi vuole unirsi ai manifestanti procede a piedi.
Ancor prima di arrivare al presidio si sentono i clacson: incoraggiati dai manifestanti, i camionisti in transito “danno fiato alle trombe” in segno di solidarietà.
Le foto del presidio di Montecchio al quinto giorno di protesta: venerdì 13 dicembre 2013.

Già stamattina, prima delle nove, un gruppo di camion diretto al presidio è passato lungo la statale in zona Trissino a passo d’uomo e suonando i clacson.
Ai tendoni tutti quelli che lo chiedono, con o senza offerta libera, ricevono un bicchiere di the caldo ed una fetta di panettone. Qualche studente prova a chiedere del vin brulè, senza però ottenerlo. 
E gli studenti sono davvero tanti stamattina: vengono dalle scuole superiori di Arzignano, Montecchio, Valdagno e anche dall’alberghiero di Recoaro. Arrivano a piedi, a gruppi di quattro-cinque persone.
“Tutto bene – ci dice un Carabiniere quando gli chiediamo com’è la situazione -. A parte il freddo!”.
Parliamo con qualche autista, per capire cosa ne pensano della protesta. “Io capisco che debbano manifestare – ci riferisce un uomo – ma qui, tra nebbia e camion si rischia di prender sotto qualcuno!”.
“Noi veniamo dall’Ucraina – ci raccontano invece quattro stranieri su un furgoncino – e da noi è molto peggio!”. Per loro, gli italiani fanno bene a manifestare.
I tendoni dei manifestanti si trovano su un terreno adiacente al casello, che un privato ha concesso loro di usare.
“Non siamo i forconi – ci spiega Massimo Conforto, tra gli organizzatori del presidio di Montecchio – : qui ci sono liberi professionisti, imprenditori, operai, senza distinzioni. La protesta continuerà, abbiamo già rinnovato i permessi per domani e domenica. Domani faremo un sit-in per ricordare le vittime della crisi. Molta gente ci sostiene, passa di qua anche solo per portarci da mangiare perchè non può assentarsi dal lavoro per stare qui con noi. Molti imprenditori, invece, permettono ai loro dipendenti di venire qui, senza che il loro stipendio ne risenta. Non abbiamo voluto bandiere, ci riconosciamo solo nel tricolore. Non devono esserci partiti a dividerci qui”.
E, in effetti, sembra proprio che non ci siano distinzioni in questa parte d’Italia che protesta e vuole “licenziare i politici”: dalla Panda all’Audi, dal ragazzo coi rasta a quello che indossa scarpe e giubotto firmato, l’appartenenza politica sembra essere per un giorno dimenticata.
Lisa Masiero 13-13-2013

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