Rotary Club, Inner Wheel e Andos: insieme per la prevenzione dei tumori al seno

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Da sinistra: Graziano Meneghini, Piera Pozza, Gabriella Ghiotto e Alberto Savegnago

Il 18 novembre si è tenuta un’importate serata all’Interclub Rotary Club di Arzignano. Erano presenti le presidentesse di Inner Wheel e di Andos, e il Dottor Graziano Meneghini, coordinatore scientifico dell’associazione.

Ha aperto la serata il Presidente del Rotary di Arzignano Alberto Savegnago, che ha poi passato la parola a Gabriella Ghiotto, Presidente Inner Wheel di Arzignano, per presentare l’associazione ANDOS. La Presidente ha consegnato il ricavato di un service organizzato dall’Inner Wheel alla Presidente Pozza a suggello dell’attenzione all’ANDOS da parte del sodalizio arzignanese.

Quindi è stato il turno di Piera Pozza, Presidente di ANDOS.

“La mission dell’ANDOS era inizialmente aiutare le donne operate – ha spiegato la Presidente – poi si è trasformata in prevenzione. Abbiamo lavorato anche per poter dare sensibilità alla Regione affinché l’operazione al seno fosse tra gli interventi finanziabili, con il conseguimento in ogni ospedale del territorio dell’attività di ‘linfodrenaggio’ che con la ‘pressoterapia’ ha determinato una guarigione più veloce. Ma non è da meno  la componente psicologica dell’intervento che vede in ogni soggetto coinvolto la possibile perdita di autostima”.

Infine ha preso la parola il dottor Graziano Meneghini, che ha ringraziato il Rotary Club Arzignano per essere riuscito nell’approntamento degli arredi del Community Hospital di lungodegenza, vero baluardo per il trattamento per acuti che hanno necessità di essere seguiti da strutture intermedie. Tale è la struttura varata dalla Pieve, che è un reparto ospedaliero a tutti gli effetti, che offre l’incontro dei degenti con i medici curanti e con i familiari.

“Per quanto riguarda il campo oncologico – ha spiegato il Dott. Meneghini –  nella nostra provincia non è certo facile operare in quanto, diversamente da Padova, per esempio, vi sono strutture senza “etichetta” che, grazie alla popolazione, ai dirigenti sanitari, al volontariato, alla politica ed ai rapporti con le amministrazioni regionali e locali riescono ugualmente a distinguersi. Per quanto riguarda la mia figura professionale, l’essere arrivato nelle strutture ministeriali è sicuramente un segnale per quanto si sia operato con distinzione. Il cancro alla mammella non è più impossibile da sconfiggere e sappiamo che molte donne possono guarire completamente, nonostante sia il cancro più diffuso, come il cancro alla prostata per gli uomini. L’Unione Europea, vista l’alta densità dei casi, si è mossa per cercare di combattere questo male, ma le strutture in Italia non sono generalmente idonee per affrontare questo killer, con particolare riferimento al meridione. Per riuscire nell’intento si devono attuare modelli sperimentali per la specializzazione, in ogni caso, con attenzione al contenimento dei costi. Con questi sistemi di studio, adottati a Mestre, Treviso, Padova, Vicenza, Verona e Montecchio Maggiore, il Veneto sta raggiungendo obiettivi di diminuzione della mortalità negli obiettivi dell’Unione Europea, ovviamente”.

“Per avere successo – ha concluso il Dott. Meneghini – si deve prendere il male all’inizio: una delle armi vincenti è la prevenzione. La riprova è affrontare i casi con tumori troppo avanzati che statisticamente non offrono garanzie assolute di guarigione. In tutto questo sistema è incredibilmente valido il volontariato che dona al complesso sanitario un concreto aiuto al soggetto ed alle famiglie con stimoli ed attività complementari al corpo medico. Va ricordato che l’aiuto psicologico è determinante, quanto determinante è la medicina che ognuno di noi possiede e potrebbe manifestare attraverso il sistema immunitario. Per questo motivo sale l’interesse per le azioni di volontariato che, se concrete come le attività dell’ANDOS, danno ampia e positiva dimostrazione della necessità della loro collaborazione”.

 

 

 

 

 

Redazione web 25-11-2013

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