“Sei … di se”, breve genealogia di un gruppo facebook

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Facebook è stato invaso da una nuova e singolare tendenza: la moda del “Sei di … se”, serie di gruppi che funzionano mettendo una località specifica al posto dei puntini e invitando gli amici del posto a condividere esperienze stile “amarcord”.

Qui nel vicentino, così come in tutta Italia, la cosa sta spopolando, tantissimi infatti sono i gruppi che si formano giorno per giorno con l’obiettivo comune di radunarsi attorno a un focolare online a cantare storie di tempi andati.

Qual è il segreto di tanto successo? La chiave sembra la nostalgia. Si tenga conto che facebook stesso nasce come “strumento di nostalgia” il quale, più che a ricercare persone nuove come si suole fare oggi, intendeva riconnettersi con le vecchie. Si aggiunga che una componente importante di facebook è la geo-localizzazione, e dove può questa assumere più valore se non in Italia, il paese del campanile in cui anche solo pochi chilometri possono cambiare usi e costumi?

Il successo dei gruppi “Sei di … se” sta nella componente nostalgica che si predispone ad un determinato luogo fisico, ad un paese, un quartiere, una via.

È molto più popolare in paesi e luoghi più piccoli e circoscritti che in città, ma ultimamente sta spargendosi anche tra le megalopoli con discreto successo. Le gite in vespa sui colli, il prete che giocava a calcio coi ragazzi, le vecchie classi di scuola, tutto quanto riemerge dal passato sembra arrivare a completare un’identità frammentata.

Frammentata perché, come dimostrano alcuni studi, facebook e il virtuale sembrano essere le dimensioni a-fisiche in cui l’io si sperde, dilaniato com’è nelle sue mille possibilità e proiezioni. Mille amici, mille mondi, nell’era della globalizzazione sembra non esserci più alcuna differenza qualitativa, i ragazzi giocano tutti alla stessa play (che sia nord-sud-centro) e la gente compra tutta la stessa roba.

Non è così in “Sei di … se”, dove la frutta te la vendeva Antonino il fruttarolo, dove i pantaloni te li faceva la sarta Maria e dove le erbe di campo ancora si potevano raccogliere tranquillamente. Bello e forse inedito squarcio di ripresa del sè nel mondo del si-stesso, anche se il passato, per quanto colorato e nostalgico, non deve diventare una gabbia per il futuro, che può dare molto.

Infondo, diceva Kundera, anche la ghigliottina vista con la luce del tramonto può dare un senso di velata, malinconica nostalgia. Interessante a questo proposito il caso di Verdello, paesino bergamasco, dove dal gruppo facebook sono nati veri e reali eventi di piazza, in cui, tra torte offerte dalle mamme e cittadinanza riunita, si è voluto omaggiare il paese non solo per quel che è stato, ma per quel che, ora anche con la forza del virtuale, continuerà ad essere.

 

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