Spending review: a scuola si risparmia anche sulla carta igienica

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«Benvenuta spending review». La Provincia passa ai fatti: avendo la gestione degli istituti superiori pubblici, ha deciso di imporre qualche regola per fare in modo che le scuole non eccedano in acquisti di carta (compresa quella igienica), detersivi, materiale di cancelleria e nei consumi per le utenze telefoniche.

L’ente invita tutti a fare acquisti con le convenzioni Consip (ovvero la spa del ministero dell’Economia che si occupa degli acquisti per il settore pubblico), perché «pagherà le spese solo se inferiori o almeno pari ai costi che sarebbero stati sostenuti» con quelle modalità.

Mentre l’eccesso lo si deve liquidare autonomamente. In tutto, per coprire le spese di funzionamento sono a disposizione 252mila euro. Certo, si può anche spendere meno: così, in onore della spending review, l’ente dà alle scuole alcuni consigli. Prima di tutto mandare in soffitta il fax. «È uno strumento obsoleto, sostituito ormai da e-mail e posta elettronica certificata – si legge in una delibera – La legislazione obbliga enti pubblici, professionisti e imprese a dotarsi di Pec e, nel caso delle pubbliche amministrazioni, ad utilizzare fra loro solo questo mezzo ». Ed è per questo che «la Provincia non sosterrà più i costi relativi al fax». Altro capitolo importante va dedicato alla riduzione del consumo della carta. Quindi: «Uso esclusivo della posta elettronica per comunicazioni a studenti e genitori, e utilizzo della lavagna interattiva multimediale nell’attività didattica».

Non potevano mancare suggerimenti su detersivi, carta igienica, e quanto serve per pulire. La Provincia ha tentato di fare da centrale di committenza per gli acquisti di tutte le strutture, ma le troppe differenze riscontrate su quantità e tipologia della merce non hanno permesso di portare a termine l’operazione. In alternativa, però, ha stabilito il costo standard dei singoli prodotti, facendo la media e indicandone uno mediano. Il valore è stato utilizzato per calcolare il contributo da assegnare a ciascun istituto. «Nel gennaio del 2015 ogni scuola è chiamata a rendicontare le spese sostenute e a dimostrare di aver seguito le indicazioni – spiega il capo di gabinetto Dino Secco – Così potremo verificare i risparmi, che ci aspettiamo diventino tanto più corposi quanto più le direttive impartite si faranno stringenti».

 

 

 

 

 

 

Corriere del Veneto.it

Redazione web 15-07-2014

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