Archivi tag: paolo tedeschi

Carmen Consoli fa tappa al Rumors Festival di Verona

Il suo stile è particolare, sempre, e anche ora che sono passati una ventina d’anni dagli inizi del suo successo se non ti piace, non ti piace: è un qualcosa a cui non ci si abitua.

Continua a leggere

Roy Paci & Aretuska al Comunale di Vicenza

Il Vicenza jazz più uggioso della storia ha aperto con un concerto da piazza dirottato tra le mura del Teatro Comunale. Così, a causa una dei quotidiani temporali, il povero Rosario Paci, detto Roy, è stato ingabbiato: e i leoni ingabbiati semplicemente soffrono.

Ammiccano, ruggiscono, saltano, fanno tutto ciò che prevede la scaletta, e lo fanno bene. Ma un leone è one-man-show, e un teatro non è una foresta, ma una gabbia. E un siculo in gabbia si sente morire dentro, anche se non molla mai, e mai smette di amoreggiare col pubblico invitando tutti a fare festa e a ballare.

Il front-man è lui, from Siracusa, ma il gruppo si chiama Roy Paci & Aretuska, una super band di quelle trasversali: per colori, suoni e orizzonti.

Le band trasversali sono come quelle regioni colonizzate da ogni dove, ma che hanno saputo assorbire la ricchezza di ogni parte di mondo: non tutto è proprietà privata, c’è anche un respiro che, se condiviso, fa respirare meglio tutti quanti. Sì, come le foreste. Dove ci sono i leoni, e dove staremmo meglio anche noi.

Paolo Tedeschi

Ben Harper al Gran Teatro Geox

Ben Harper è bravo. È davvero bravo. Non ha solo una band pazzesca, lui è pazzesco. Ha una voce che migliora l’acustica del teatro Geox e con la chitarra in mano è di un altro pianeta, lontano, dove sono tutti molto in gamba e lui di più. Quando la suona – in piedi – ci sono un paio di attacchi che se ti bendano capisci già che è lui, come con Mark Knopfler, Carlo Santana e pochi altri. Quando invece suona la chitarra sdraiata, accarezzandola come fosse un gatto, si vola diretti nel pianeta lontanissimo e si guarda tutti dall’alto in basso: ehi, amici, ciao ciaooo.  

Ciò che rende un suo concerto un’esperienza da fare (e da rifare), è che si tratta di un’emozione totalizzante: ti fai la coda in tangenziale, poi per entrare, sudi in mezzo alla gente dove qualcuno è festaiolo e qualcuno pensa di essere alla Scala ( e rompe le palle a quelli che cantano o ballano).

Salti come con Bruce Springsteen e ti cali in atmosfera Country stile tutti in torno al fuoco che schioppetta, ballando poi a ritmo folk con i pick up in sottofondo. Poi scendi giù nel Mississipi per una sana dose di blues & soul e ti scorre nelle vene il black power. Ti avvicini al cielo con una piccola dose di gospel, o al diavolo, a ritmo roccheggiate più o meno alternativo. Tutto questo respirando un’aria viva e frizzante tipo Jam Band, in session improvvisata vita natural durante. E lì, in mezzo a questo infinito viaggio musicale, si riconosce il suo suono, il suo tocco, il suo timbro di voce come un qualcosa di prezioso e unico. Può bastare? 

Paolo Tedeschi

Il concerto di Noa al Teatro Romano

Ci sono serate in cui l’atmosfera si fa intima da subito: un po’ è il Teatro Romano, che aiuta più di altre arene; un po’ è l’evento poco pop, che accomuna i partecipanti; un po’ è quella sensazione di trovarci tra umani simili a noi, che di questi tempi rassicura il giusto. Continua a leggere

Bergonzoni, “Trascendi e sali” al Teatro Astra

bergonzoni

Alessandro Bergonzoni è uno di quei personaggi che non possono essere reali. Continua a leggere

Amor vacui – intimità al Teatro Astra

Amor vacui

Si potrebbe definire una confessione. Un incrocio di tre monologhi. Un’introspezione trilaterale autoironica. Continua a leggere

La Biennale di Venezia 2017

biennale di venezia

La biennale si conferma luogo parallelo.

Continua a leggere