Tania Cagnotto – l’intervista dell’ultimo numero del Corriere Vicentino

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Tania Cagnotto, classe 1985, è la prima donna italiana ad aver conquistato una medaglia mondiale nei tuffi. È considerata la più grande tuffatrice italiana di tutti i tempi. Per chi se la fosse persa, di seguito l’intervista uscita nell’ultimo numero del Corriere Vicentino.

La prima volta che ti sei tuffata?

Ricordo solo che avevo 4 o 5 anni…

Figlia d’arte… i tuoi genitori ti hanno spinta a seguire le loro orme?

Mi ritengo molto fortunata, perché nessuno dei miei genitori ha mai avuto un atteggiamento particolarmente pressante nel mio rapporto con i tuffi. Ovvio che se il tuo allenatore è anche tuo padre la cosa aiuta molto in termini di rapporto. Un consiglio determinante credo sia quello che se uno lavora duro deve sempre accettare il risultato del proprio lavoro con serenità. Bisogna pensare sempre positivo, anche quando i risultati non arrivano subito, il lavoro paga sempre e aggiunge ogni volta qualcosa d’importante nella carriera di un atleta.

Quando hai capito di avere qualcosa in più, di poter ambire a grandi successi?

Sicuramente dopo i primi podi… prima Regionali, poi Nazionali… fino a Europei e Mondiali!

La soddisfazione più grande?

Come atleta non posso non considerarmi soddisfatta e realizzata, anche se ho la sensazione che mi manchi qualche cosa; in particolare, mi riferisco al risultato dei Giochi Olimpici di Londra 2012. Come donna ho avuto la possibilità di raccogliere i momenti di una vita generosa di esperienze. Sì, in questo momento sono senza dubbio una persona in pace con sé stessa. E sono convinta che sarà così anche in futuro.

Il tuffo più difficile?

Il triplo e mezzo avanti carpiato.

Sei la prima tuffatrice italiana ad aver vinto una medaglia mondiale nei tuffi…

È una cosa che mi riempie di orgoglio, posso dire di aver fatto la storia dello sport Italiano e questo non è proprio da tutti…

Come vivi la pressione?

Ormai ho abbastanza esperienza per riuscire a non subirla più di tanto. Certo è che negli appuntamenti importanti sei consapevole che anche un piccolissimo errore si paga, però se si è lavorato e ci si è preparati bene e al massimo delle nostre possibilità, allora l’ansia del risultato scompare.

Che cosa non manca mai nella tua borsa?

La crema idratante.

Può essere golosa una tuffatrice?

Caspita se può! Io vengo da una terra, il Sudtirol, dove di dolci e prodotti golosi ce ne intendiamo parecchio… Però bisogna sempre stare attenti a non esagerare, soprattutto se si vuole rimanere in perfetta forma e su questo fortunatamente ho scoperto una linea di integratori naturali, Vegetal-Progress, che mi segue ormai da 2 anni; grazie a loro ho imparato a mangiare più sano e salutare.

Prima di gareggiare cosa fai?

Cerco di starmene il più possibile per i fatti miei.

Le tue passioni?

Viaggiare… Forse è la mia passione più grande.

Qualcosa che non ti chiedono mai nelle interviste ma che per te è importante?

Più che altro mi infastidisce quando scrivono cose che non ho detto…

Progetti per il futuro?

Ho fissato il mio obbiettivo a Rio tra due anni. Dopodiché mi dedicherò magari al progetto di una famiglia tutta mia, e mi piacerebbe rimanere nel mondo dei tuffi sotto vesti diverse.

 

 

Giuseppe Signorin

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