Università venete agli ultimi posti in Europa

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La ricerca universitaria europea non si fa in Veneto. Almeno secondo il rapporto di «U-Multirank» la prima classifica degli Atenei voluta e finanziata dalla Commissione europea, con due milioni di euro.

Le Università coinvolte nel lavoro sono più di 850, sparse in tutto il mondo, ma da qualsiasi parte si guardi l’elenco i risultati per il Veneto sono tutt’altro che soddisfacenti. I voti nei sei parametri scelti per la valutazione (che vanno da A ad E) riescono a raggiungere le punte massime solo in ambiti di ricerca specifica. In particolare nel campo economico a Venezia e in quello legato all’ingegneria a Padova. Nella valutazione complessiva, invece, gli Atenei della nostra regione non «reggono il confronto» con quelli del resto d’Europa.

Né con quelli tedesche e inglesi, ma nemmeno con quelli slovene, spagnoli e romeni. Se sui primi tre posti del podio ci sono le Università di Copenhagen, Helsinki e l’«Imperial college», di Londra per veder comparire i primi Atenei italiani in classifica (quelli europei sono 419) si deve aspettare di oltrepassare ampiamente il cinquantesimo posto. La prima Università italiana che si incontra è Trieste, (che totalizza quattro A, due B e una C), ben oltre il sessantesimo posto, mentre per raggiungere il primo Ateneo veneto si deve aspettare addirittura il novantunesimo posto di Padova, seguita a ruota da Pavia (entrambe con tre A e quattro B). Nella classifica, dalla quale sembra mancare totalmente l’Università di Verona, Ca’ Foscari occupa addirittura la 278esima posizione (con quattro D, due C e una A). Risultati tutt’altro che incoraggianti, che migliorano in modo deciso però se la selezione viene ristretta agli ambiti specifici di ogni Ateneo. Facendo riferimento solo al campo economico, Ca’ Foscari fa un balzo in avanti notevole. Passa al dodicesimo posto su 202 Università europee che si occupano di finanza (e che vedono in prima posizione la «Business school» di Cergy, in Francia).

A seguire, al 17esimo posto, arriva l’Università di Trento, al 20esimo La Sapienza di Roma. Lo stesso vale per l’Università di Padova, se si seleziona solo la ricerca nel campo della meccanica. In quel caso l’Ateneo patavino diventa ventisettesimo su 127 Atenei che si occupano della materia. «È un vecchio problema, i ranking generalisti premiano molto le realtà scientifiche in cui c’è Medicina — dice il professor Giorgio Stefano Bertinetti, direttore del dipartimento di Management di Ca’ Foscari — è chiaro che se andiamo nel dettaglio le cose cambiano. Mi fa molto piacere che management sia tra i primi ma anche questo non mi stupisce. Ca’ Foscari nasce come Ateneo dedicato al management, combinando le lingue come strumento necessario. E’ un’ulteriore conferma del nostro lavoro». «Queste ricerche usano dati che non possono essere realmente comparati, ecco il perchè delle differenze emerse — aggiunge Michele Bugliesi, direttore del dipartimento di Scienze ambientali, Informatica e Statistica di Ca’ Foscari —. Nella nostra Università ci sono eccellenze storiche tradizionali, quella economica e le lingue orientali, poi nelle altre aree ci sono punte molto forti ma le dimensioni dei gruppi contano. Esistono ricerche scientifiche in cui siamo leader in Europa ma non possiamo competere con Università molto più grandi. Un esempio? Tra i ricercatori di punta di Fisica ci sono 5 persone? Se guardassimo la performance, mettendo a denominatore i fondi che ricevono le singole Università in Europa, sono certo che quelle italiane balzerebbero per risultati e poca spesa in cima alla classifica».

 

 

 

 

Corriere del Veneto.it

Redazione web 15-05-2014

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