Villa Valmarana minacciata dalla Tav

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L’hanno già definita un’opera «dispendiosa» e scollegata dal progetto per portare la Tav, l’Alta velocità a Vicenza. Ma ora, contro il tunnel automobilistico previsto sotto Monte Berico, scoppia un’altra polemica.

«Il tunnel proposto – affermano dal Comitato Borgo Berga che riunisce i residenti di quella zona – avrebbe un impatto ambientale inaccettabile sulla Riviera Berica, creando un nuovo sbocco a un flusso intenso di traffico e smog proprio sotto la Villa Valmarana ai Nani e il circostante comprensorio, tutelato dall’Unesco, della Valletta del Silenzio». Insomma, contro l’opera inserita nel nuovo progetto per una Tav «low cost» in città piovono critiche. Il piano da 404 milioni di euro realizzato dalla Camera di Commercio prevede di portare i treni ad alta velocità in città attraverso una fermata in zona Fiera, un «volano ferroviario» al nuovo Tribunale e una serie di compensazioni tra cui, appunto, un tunnel automobilistico da viale Fusinato alla Riviera Berica, sotto Monte Berico e dal costo di 74 milioni di euro.

Nei piani di Camera di Commercio e Comune (anche quest’ultimo sostiene il progetto), quel tunnel avrebbe il doppio scopo di aiutare il reflusso delle acque del fiume Retrone (con una condotta idraulica) e garantire un collegamento viabilistico per le auto alternativo a viale del Risorgimento, in virtù dell’allargamento della linea ferroviaria. Il punto, però, è che lo sbocco del tunnel sarebbe a ridosso della villa settecentesca Valmarana ai Nani, a fianco dell’oasi della Valletta del Silenzio, bene tutelato dall’Unesco e a poche centinaia di metri dal capolavoro palladiano di Villa La Rotonda. Insomma, un’area da tutelare, per i residenti e non solo. Anche l’associazione «Italia Nostra», per bocca della presidente della sezione vicentina Giovanna Dalla Pozza Peruffo, non lesina critiche. «I politici – dichiara l’ambientalista – trattano il territorio come proprietà privata. Per l’area della Valletta del Silenzio esistono vincoli della Soprintendenza per i Beni paesaggistici del Veneto e pure un vincolo storico del Comune. Rovinare il paesaggio circostante significa rovinare anche la bellezza di quei luoghi. Siamo contrari a quell’opera».

Camera di Commercio e Comune, però, mettono le mani avanti. Per l’ente camerale «la parte del progetto dell’Alta velocità che non riguarda il percorso ferroviario è un corollario e quindi, come tale, non definitivo». Inoltre, da via Montale fanno sapere che «al momento non esistono cartografie, quindi ci sarà tutto il tempo di proporre osservazioni e trovare, nel caso, le soluzioni». Sulla stessa linea, da Palazzo Trissino, anche il sindaco Achille Variati. «Capisco le attenzioni ambientali – afferma –ma il tracciato preciso dell’opera ancora non è stato definito, per ora siamo solo a un’idea progettuale e quindi c’è tutto il tempo di confrontarsi. Certo è, però, che nell’ottica del piano generale quel tunnel sarebbe molto importante per la viabilità cittadina».

 

 

 

 

Corriere del Veneto.it

Redazione web 12-06-2014

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