Visite notturne all’ospedale: il grande successo dell’ULS 5

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Piace l’ospedale in fascia serale, e piace anche l’apertura il sabato. L’Ovest Vicentino punta forte sulla sanità «fuori orario», e a gennaio mira ad avere prestazioni radiologiche in tutti e quattro gli ospedali.

Dopo la sperimentazione partita in febbraio a Venezia su input della Regione, anche nell’Usl 5 gli esami al calar del sole incontrano un diffuso gradimento.

Iniziata a luglio in due ospedali, la rivoluzione si è ampliata ad ottobre, mese che ha totalizzato 487 visite in orari serali e festivi. Di queste 343 sono prestazioni come ecografie, risonanze magnetiche, tac, mentre altre 144 sono visite cardiologiche, ginecologiche e penumologiche.

Dal primo novembre anche la struttura di Montecchio Maggiore si è unita alla novità e con il 2014 tutte le tipologie di visite dovrebbero essere disponibili in tutti e quattro i poli. Pare che la «cura » serale funzioni per snellire le liste d’attesa: «La nostra azienda aveva qualche criticità per le liste d’attesa – afferma il direttore generale dell’Usl 5 Giuseppe Cenci -. Da luglio abbiamo notato un progressivo rientro e con il mese di settembre, per la prima volta, siamo quasi in linea con gli standard della Regione. Nell’ambito della radiologia siamo diventati virtuosi in tutte le prestazioni. Le uniche criticità permangono in settori come la dermatologia, che storicamente ha problemi di attesa in tutta la sanità veneta». Non solo: l’Usl 5 ha deciso anche di ampliare al privato, stringendo un accordo con un centro sanitario convenzionato di Altavilla. «Possiamo prenotare le visite dal nostro centralino direttamente nel loro centro medico» dice Cenci.

E i costi? «Le risorse che utilizziamo sono quelle messe a disposizione dalla Regione», ovvero i 30 milioni di euro stanziati in aprile dalla giunta Zaia per far lavorare le macchine mediche oltre gli orari d’ufficio. «Per quanto riguarda il personale – chiosa il dg – stiamo sfruttando nei limiti del possibile la flessibilità dell’orario di lavoro senza costi eccessivi». La sperimentazione è partita piano in luglio. «Siamo partiti dai due ospedali più importanti, Arzignano e Valdagno» ricostruisce Cenci. Dal primo luglio infatti la risonanza magnetica nucleare (Rmn) arriva ad Arzignano al sabato e nella struttura privata accreditata Csmr di Altavilla in modalità serale (dal lunedì al venerdì dalle 18.40 alle 22.40). A Valdagno intanto si inaugura la Tac il lunedì e il mercoledì dalle 20 alle 22. «All’inizio abbiamo tenuto aperto fino a mezzanotte in due sole serate – racconta Cenci – ma con l’esperienza abbiamo capito che dopo le dieci di sera i pazienti non venivano. Così abbiamo ridotto l’orario spalmandolo su quattro serate».

A settembre è la volta di Lonigo: visite cardiologiche ed ecografie all’addome il sabato pomeriggio, visite cardiologiche la domenica mattina. In quel mese vengono potenziati anche i poli di Valdagno e Arzignano: nel primo si aggiungono in orario serale anche le visite cardiologiche, le ecografie all’addome e l’ecocolordoppler Tsa, nel secondo le visite pneumologiche, ginecologiche e le ecografie ginecologiche, in entrambi in orari serali. Dal primo novembre il servizio viene allargato a Montecchio Maggiore: qui il sabato pomeriggio arrivano le visite senologiche e le ecografie all’addome e alla tiroide. Intanto i risultati di ottobre sono da tutto esaurito (come sembra per novembre): a Lonigo le ecografie all’addome totalizzano 48 prestazioni in quattro sabati e le visite cardiologiche sono 30 in due giorni; a Valdagno le visite ginecologiche sono 54 in sette giornate e la Tac si aziona 36 volte in nove sere, con una media di quattro prestazioni a sera. «Ora l’obiettivo – annuncia Cenci – è avere Tac e risonanza in tutte e quattro le sedi ospedaliere».

 

 

 

 

 

 

Corriere del Veneto.it

Redazione web 06-11-2013

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