World Press Photo

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World press photo è un polmone che aiuta ad aprire gli orizzonti, a modificare le prospettive radicate nella nostra cultura, ad accettare che la realtà che ci raccontano, spesso è proprio vera.

Scegliere l’immagine rappresentativa per questo spazio è stato difficile.
Difficile è scegliere tra la mano di Trump che tira quella di un sorridente e gaio Macron.

Quella di un pianto incontenibile di un bambino ad altezza ginocchio di un poliziotto al confine con Messico; perché ci sono ancora molte persone che credono nelle divisioni e nei muri. Persone che non hanno studiato la storia, né la geografia.

Quella di due cavalli con alle spalle l’anno di incendi più devastanti che la California possa ricordare, mentre diventa sempre più criminale ogni tentativo di negare l’emergenza ambientale.

Quella di chi combatte per la parità.

Di chi non vuole più combattere e per non farlo è costretta a mettere al mondo nuovi possibili guerriglieri.

O di chi ha combattuto e non riesce più a farsi una doccia per le violenze subite.

Di chi scappa.

Le parole ci fanno paura: abbiamo paura di non capire, di essere circuiti, di sprecare tempo ed energia senza alla fine ricavarne nulla. Anche le immagini ci fanno paura perché ne siamo invasi e messi contestualmente alla prova del vero o falso. Di solito le foto ci passano davanti alla velocità che ha il nostro dito di skippare a quella successiva, ma ora più che mai hanno un impatto su di noi: non hanno mai avuto questo potere. E il viso di chi ancora è costretto a combatte per la pace, per la vita o per la dignità è più che mai indimenticabile.
https://www.worldpressphototorino.it/ Ex borsa valori – Torino – fino al 17 Novembre 2019

Paolo Tedeschi

31/10/2019

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